E così te ne sei andata anche tu. Ho avuto la fortuna di vederti un paio d’ore prima di morire, e di questo sono grato a miei genitore per avermi chiamato. Ho avuto la fortuna di vedere quei tuoi occhi persi nel vuoto, di sentire il tuo affannoso respiro, gorgogliante dietro una mascherina d’ossigeno.
Ho potuto accarezzarti cercando di restituirti un po’ di quanto hai dato tu con le tue carezze a me bambino.
So che la tua mente polverizzata dal tarlo dell’ alzheimer non ha nemmeno percepito la mia carezza, lo sapevo prima di farlo e lo sapevo mentre lo facevo. Non ti ha fatto bene, so anche questo. Ma ha fatto bene a me. E mi farà bene ancora a lungo.
Te ne sei andata, e con te anche qualche mio pezzetto, ma una parte di te, anche grazie a quella mia carezza, resterà con me. Insieme a mille altri ricordi. A quegli occhi che pian piano hanno cominciato a far vedere la paura di quello che stava succedendo alla tua mente. Al tuo modo di leggere la realtà, alle volte apparentemente distaccato, ma capace di commuoversi per una canzone, per un “Va pensiero”.
Ti abbraccio, nonna Adi.
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che almeno dovrebbero farci riflettere sulle priorità della nostra stessa esistenza. Non di individui ma di esseri umani. Non di singolarità ma di specie umana.
Ed invece, per fortuna che ci sono le catastrofi, così i giornalisti hanno tanta materia prima sulla quale sviluppare storie strappalacrime, nelle quali la morte non è uguale, la morte assume peso e significato diverso se il morto ha qualche parente in Italia. Se le sue origini erano Italiane (anche se cittadino di Haiti) mentre se i parenti sono di un altro cittadino Italiano, ma originario di Haiti, viene da chiedersi: ma che cazzo ci fa in Italia uno di Haiti? Immgirati…
E menomale che ci sono le catastrofi, così si possono ripescare ex presidenti, riciclare politici, distrarre l’attenzione. Mala tempora currunt, così, prima delle navi di aiuti, arrivano sul posto quelle di turisti che, tornati a casa, potranno fieri sostenere: “io c’ero!”
E menomale che ci sono le catastrofi, così i marines possono prendere il controllo della città ed organizzare la caccia allo sciacallo, ovvero a chi senz’acqua e senza cibo cerca di sopravvivere come può, in attesa di quegli aiuti che arriveranno. Beninteso, dopo i turisti e dopo i marines.
E già, “la morte si sconta vivendo”, allora, per fortuna che ci sono le catastrofi.
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