6 Aprile – 22.00 – Kilombo liberato riprenda la sua attività!

riapertura

5 Aprile – 23.40 – La sentenza capitale è stata eseguita. I condannati sono stati giustiziati mediante espulsione. Una nuova alba è sorta su kilombo.

sentenza

4 Aprile – 22:45 – Il tribunale rivoluzionario del F.U.L.K. insorto, ha giudicato tutti gli imputati (aggiungendo anche Giuseppe Gallo) colpevoli per i capi d’accusa. La condanna alla pena capitale è stata stabilita anche in considerazione dell’assenza totale di segni di ravvedimento e della reiterazione del loro tradimento nella costituzione della repubblica sociale di k.slow su facebook.
L’esecuzione dei condannati mediante espulsione da kilombo sarà inflitta il giorno 6 Aprile alle ore 06.00

4 Aprile 9:15  – Il F.U.L.K. Aderisce alla manifetazione CGIL con una sua delegazione.

3 Aprile – 23:50 – Il tribunale rivoluzionario del F.U.L.K. insorto, ha ritenuto necessario avviare il processo per “tradimento dei valori fondanti di kilombo, utilizzo di kilombo per fini personali e favoreggiamento dell’iscrizione di fake blogger” i seguenti quattro membri della redazione di kilombo Spartacus Quirinus, Valerio Pieroni, Zinfarosa, Pietro_d, il sedicente comitato editoriale di kilombo slow su facebook composto da Valerio Pieroni (fondatore),Giuseppe Tosques, Tina Galante,Claudio Francesconi, Dacia Valent ed il fiancheggiatore weblogin.

3 APRILE – 21:30–  il F.U.L.K prende il controllo di kilombo ed inizia l’insurrezione rivoluzionaria

Il voto del collettivo sancisce definitivamente che il progetto originale di kilombo è morto. Sconfitto da un modo di pensare e di vivere la politica (ma non solo quella) ormai diffusi ed indotti dall’arrogante e presuntuosa invadenza del berlusconismo da una parte e dalla spasmodica e vigliacca ricerca del facile consenso del centrosinistra, dall’altra.

Kilombo ha un collettivo di 323 persone delle quali attive (hanno postato nell’ultimo mese) poco più di 200. Di queste un quarto hanno votato per le modifiche alla carta e per il rinnovo della redazione. Questa non è la conseguenza delle polemiche che ci son state, no questa è la rappresentazione del collettivo. Dove la stragrande maggioranza se ne strafrega del bene comune (kilombo) utilizzandolo esclusivamente per lo scopo più immediato e personale: la vetrina.

Non che sia negativo dare uno spazio alle idee di ognuno, mantenere uno strumento attraverso il quale ognuno può aumentare le visite sul proprio blog diffondendo il proprio pensiero, ma è incompleto. Che un bimbo cammini a gattoni o si esprima con un linguaggio elementare, è assolutamente normale, ma che rimanga in questo stato dopo anni è patologico. Così è per kilombo. Fotocopia scalata di un centrosinistra idiota (platonicamente parlando) che continua a stupirsi delle vittorie degli avversari, incapace di essere laico fino in fondo, incapace di costruire una proposta, un’alternativa politica originale ed indipendente da quella dell’avversario.

Ero sinceramente convinto (e con me lo era, ne sono certo, chi mi ha sostenuto) di poter smuovere kilombo dal suo vegetare, ma mi son sbagliato. Kilombo non vegeta, kilombo è semplicemente questo. Un insieme di persone (per non dire un’accozzaglia) nel quale solo una piccola, minoritaria, parte vorrebbe un kilombo diverso, non un megafono ma qualcosa di più. Un qualcosa di più che sia figlio di un progetto democratico. Questa parte esce sconfitta, non nei numeri del voto, a ben guardare l’idea rappresentata dai Pieroni a raccolto una quantità minore di voti, ma nei numeri della partecipazione. Pensare che un Pieroni restasse fuori dalla redazione non era nelle aspettative, dato il suo (e dei suoi confratelli) radicamento nella redazione, l’accesso agli strumenti di comunicazione (basti guardare alle ultime mail redazionali) e la capacità demagogica, ma ero fermamente convinto in un coinvolgimento più diffuso del collettivo.

Probabilmente aveva, ed ha, ragione, chi mi invitava ad agire in modo più fermo e determinato. A cacciare da kilombo chi se ne è appropriato illegittimamente come nel caso di kilombo.slow e che poi, con demagogia, propaganda ed il supporto di adepti scafati e esperti nel far questo tipo di politica, con un provvedimento “ad personam” in chiaro stile berlusconiano, ha messo a tacere quest’ipotesi. Si forse avevate ragione, anzi, senza forse. Purtroppo sono sempre convinto che la democrazia vada applicata fin quando è possibile. Ed ora è ancora possibile, esiste un collettivo amorfo, comatoso, ma esiste. E si esprime col suo silenzio. Bene, se questo è il verdetto, e lo è, non resta che prenderne atto.

Faccio gli auguri ai due redattori eletti con pieroni, ne hanno un gran bisogno visti i compagni di viaggio: pseudodemovcratici o, meglio, telecomandati sedicenti democratici, che nemmeno conoscono il significato di democrazia. E che, questo va loro riconosciuto, sono abili nello strumentalizzare l’indifferente massa che rappresenta il collettivo di kilombo oggi. Un collettivo che proprio da loro è stato ridotto alla metà di quello che era, avendo anche perso molte delle menti pensanti e che avrebbero potuto contribuire al cambiare kilombo. Hanno saputo isolare chi li criticava, inventandosi strumenti che poi hanno definito legittimi e democratici, per zittirli, per farli tacere. Per me questo è e resta fascismo.

Con questo voto, o meglio con questo non voto si è stabilito, anzi, ribadito un principio: purché io possa continuare ad usare la vetrina, questa può essere gestita da chiunque. E se la vetrina dovesse rompersi, pazienza, ce ne sono altre. E ci saranno sempre altre. E che questo sia il pensiero comune, lo dimostrano i commenti che si son visti nei blog, compreso nel mio, quando si è battagliato proprio contro questo modo di concepire kilombo nei quali si legge l’accusa che il tentativo di tenere fuori i fascisti da kilombo (giusto per chiamre in qualche modo queste polemmiche) ha l’unico scopo di aumentare le visite.

Queste accuse, anonime, peraltro, dimostrano proprio che chi vuol tenere in piedi questo kilombo ha esclusivamente questo scopo e che pur di vedersi legittimato da un contatore che scorre come quello dei consumi dell’acqua causati da un tubo rotto, è disposto a dire, sostenere e fare qualunque cosa. Compreso mistificare la realtà. Questo comportamento vi ricorda qualcuno? A me viene in mente berlusconi. Lui e la sua cultura fascista.

A me, comunista, questo sta grandemente sul cazzo, non dialetticamente ma fisicamente e mi sento, conseguentemente, nel dovere di combattere, e possibilmente distruggere questa cultura. Sfortunatamente (per me) continuo a restare democratico e invece di procedere a purgare kilombo, prendo atto di questa volontà.

Sono stanco, però, di supportare (e sopportare) qusto modo di essere di kilombo che, evidentemente, non è più di sinistra, cazzo di sinistra doveva essere!!!, ma che tollera, peraltro con manifesto fastidio, la presenza al suo interno della sinistra, tanto da procedere a modificare la carta in modo che questa sinistra sia ben limitata dai comunisti in poi.

Per questo penso sia giunto il momento di trovare nuovi percorsi di lotta, di alternativa a questo modo miope di sviluppare il dibattito politico dentro kilombo e dentro la sinistra.

Per un kilombo di sinistra, SINISTRA!

La sospensione dei poteri di un paio di redattori, per la quale ho già chiesto che si voti sulla mi espulsione, aveva lo scopo di smascherare i golpisti. Lo scopo è stato raggiunto, ecco la mail che lilith si apprestava ad inviare al collettivo:
Cari kilombisti,
in questo momento la Redazione non è messa in grado di ben operare. Un abuso da parte di Jaco, ha tolto a due redattori la possibilità di ricevere le mail
dirette alla Redazione e di poter spedire comunicati al collettivo utilizzando la mailing list. Nonostante i solleciti e le pressanti richieste da parte
dei redattori, la situazione non si sblocca: Jaco ha dichiarato in alcuni commenti, qua e la nei vari blog, che sarebbe bastato rivolgersi al WM
Cypherinfo per ritornare alla normalità. Così non è stato, infatti mentre le prerogative sono state estese al nuovo redattore Pietro D’Ambrosio nulla è
stato fatto per gli altri due redattori, in carica ed eletti dal collettivo. A fronte di questa grave situazione la Redazione non è in grado di garantire
le prossime elezioni per il rinnovo del 50% dei redattori. Pertanto finché permarrà questo abuso la Redazione si limiterà al lavoro di registrazione di
nuovi autori.
Chi vuole può fare pressione inviando mail a:
xxxxxx@gmail.com webmaster

jacoisback@gmail.com responsabile dell’accaduto

Questa è la mail inviata da lilith al wm e che dimostra i loro piani:
come redattrice in carica sono a chiederti formalmente di conoscere se è vero, come asserisce in commenti lasciati qua e la, il signor Jaco che tu puoi
restituire i pieni attributi a Valerio e a Spartacus, che ancora non possono ricevere le mail indirizzate alla redazione, né possono inviare mail
redazionali utilizzando la mailing list. Ciò è un arbitrio effettuato da un solo personaggio, allo scopo di non far mettere ai voti gli emendamenti.
L’approvazione da parte del collettivo del testo predisposto dall’attuale redazione ha fatto decadere (art. 9 Bis) le pretese di pochi sul problema di
Kilombo slow, problema che c’è e che si risolve anche facendo funzionare il blog di Kilomboslow, attualmente inutilizzabile. La redazione sta valutando
l’ipotesi di rinviare le elezioni per il rinnovo dei tre redattori finché non sarà ristabilita la piena legalità in Kilombo. (sta valutando, non significa
che sia una decisione già presa, ma va da sé che in mancanza del pieno reintegro dei due redattori, la redazione stessa deve fare pressione per la fine di
un odioso abuso!). Ti prego di farmi sapere, a che punto stanno le cose.
Lilith

Come tutti sapete da poco si è votato su emendamenti alla carta nei quali si è inserito uno che, come riporta la mail di lilith, aveva lo scopo di far decadere le pretese di pochi sulla faccenda kilombo.slow. Ne più ne meno che le leggi ad personam di berlusconi.
Non paga di questo, lilith afferma che la redazione sta valutando di rimandare le elezioni dei redattori. Se non è un golpe questo!

Kilombisti, fatemi dunque tutte le pressioni del caso affinché io restituisca il potere ai golpisti!
Fatelo qui o via mail, il mio indirizzo lo trovate nel testo della mail della redazione. Sempre che la redazione non vi abbia inviato la mail tenendomi fuori dalla mailing list.
La mail del WM l’ho cancellata per ovvie ragioni di privacy.

Cari redattori di kilombo,
che la mia azione di togliere i privilegi (tecnicamente parlando) di redattore a Spartaqus e Pieroni sia stata una palese violazione della carta è fuori di dubbio, lo so ora e lo sapevo mentre lo facevo.
E, naturalmente, non considero un’attenuante la ragione per cui ho preso quella decisione, quello l’ho considerato un mio dovere.

Per questo motivo chiedo che si voti per la mia espulsione da kilombo, avendola motivata, carta alla mano, è un dovere della redazione procedere in questo senso.

Per quanto attiene al fatto che io sia il padrone di kilombo, beh se c’è qualcuno che si fa avanti, non ho alcun problema a che il collettivo si pronunci anche su questo:  a chi la proprietà di kilombo.org.

Un abbraccio rosso ai compagni redattori.

La redazione di kilombo, per tramite dei suoi messaggeri spartacus e pieroni, continua nella sua opera golpista: dopo gli emendamenti fascisti alla carta, ora usa a piene mani ogni strumento di kilombo per propagandare il regime che hanno instaurato. Sospendo post senza motivo. Inviano mail dai chiari contenuti propagandistici. Persino nella h.p. di kilombo sentono di doversi difendere da accuse che, evidentemente, loro stessi ritengono fondate. Citano il topic aperto da loro sul forum ma non quelli di chi propone alternative o invita alla critica.
Se questo non è regime ditemi voi cos’è.