(Sittin'on) The dock of the bay

Tanatocenesi in kilombo

Oggi kilombo è composto  da due classi di blogger quelli “autoctoni” e quelli “alloctoni”, politicamente e socialmente parlando.

Cioè ci sono quelli che stanno in kilombo perchè vi appartengono, culturalmente e politicamente. Sono quelli che non hanno bisogno di leggere la carta per sapere cosa e come postare, che i valori della “sinistra”  li hanno nel DNA e quando pubblicano un post lo fanno per esprimere il loro pensiero sugli avvenimenti, politici e sociali, che hanno catturato il loro interesse, in senso positivo o negativo. Sono capaci di aspre critiche rivolte alle proposte politiche di una parte o agli atteggiamenti e comportamenti di qualche personaggio pubblico, sempre riferiti ad aspetti sociali, culturali e politici. Questi sono indubbiamente autoctoni.

Poi ci sono gli alloctoni, venuti dopo e venuti da altre parti. Hanno trovato in kilombo un posto dove poter esprimersi, dove potersi confrontare con altri. Anzi, più che confrontare con,  direi contrapporre ad. La carta non hanno bisogno di leggerla nemmeno loro: è talmente aliena al loro essere che, per quanto possano sforzarsi, non la capirebbero mai. Ma, come spesso accade, proprio chi non comprende una cosa si sente in dovere di criticarla, tentare di stravolgerla, ed, in ogni caso, interpretarla. Non sono molti, ma sanno gridare e quindi farsi sentire dagli altri. Anzi, lo scopo è lo stesso del cuculo: gridare forte, far uscire dal nido il proprietario e mentre questo cerca di capire chi è che urlava, piazzare un loro uovo. L’uovo della discordia. Sono mutevoli e mutanti, oggi assumono una forma domani un’altra, sono anche ubiqui riuscendo ad essere contemporaneamente presenti in varie forme ed a svolgere le funzioni dell’agregatore, postare, votare, da due parti nel mondo distanti migliaia di chilometri, una delle quali (scherzi del destino, data la mascherata) è la patria del carnevale.  Sono dei saprofiti: se kilombo si vuotasse di elementi autoctoni questi migrerebbero altrove, essendo venuta meno la loro naturale fonte di sostentamento. Il loro scopo è principalmente autoreferenziale, ovvero come appartenenti a kilombo [s]parlare di kilombo in modo da succhiarne ogni energia e poi trasferirsi in qualche altro ecosistema dove, consumata parte della risorsa accumulata, ripetere la loro esperienza.

Gli autoctoni sono di gran lunga la maggioranza, ma la capacità di assorbire energie degli alloctoni sono tali da farli sembrare il tipo più diffuso.

Entrambi fanno legittimamente parte di kilombo, ma questo dovrebbe fa riflettere sulla delicatezza di un sistema come questo, in modo da prevenire il proliferare di questi elementi alloctoni che, come molte specie ittiche “legittimamente” immesse in biotipi diversi da quelli da coi originano, ne alterano la natura fino a farli scomparire o trasformare in qualcos’altro.

Tanatologia sul padrone di kilombo

Immaginate kilombo come una vaschetta riempita di agar-agar, qualcuno quella vaschetta dovrà pur tenerla sullo scaffale, evitare che si impolveri, ecc. ecc. Non intendo il ricercatore che svolge un esperimento, intendo piuttosto, usando un termine discutibile, l’inserviente che si occupa delle cose attorno. Questo è, o meglio era, il padrone di kilombo. Avrebbe dovuto preoccuparsi della “logistica” non del contenuto della vaschetta. Ma il padrone è, o meglio era, anche uno di quelli che parteciparono all’avvio dell’esperimento, anzi, è quello che ha procurato la vaschetta e la gelatina. Così, di tanto in tanto, vedendo il proliferare di qualche muffa sulla sua gelatina, ha provveduto alla sua pulizia. A volte, Vincenzo Tiberio ed Alexander Fleming insegnano, le muffe sono buone a volte no. Ma la muffa, qualunque essa sia, giustamente si ritiene buona in ogni caso e cerca di ribellarsi alla pulizia. Anzi coglie quell’occasione per diffondersi.

E così, in un modo o nell’altro è rimasta appiccicata alla mani dell’inserviente-padrone. L’ha coperto fino a soffocarlo causandone il decesso. Perché, questo balza agli occhi, stiamo parlando di un cadavere.

Ora urge un intervento per evitare che la bacinella ed il suo prezioso, per quanto ammuffito, contenuto vada irrimediabilmente perso, seguendo le orme di altri esperimenti analoghi. I più informati citano uno in particolare: blogGoverno. Per esempio c’è da pagare l’affitto della bacinella che scade a gennaio. C’è da pulire un po’ di muffa. C’è da ristabilire il corretto rapporto tra elementi autoctoni ed alloctoni, anche perché, senza questi ultimi, comunque l’evoluzione sarebbe più lenta ma una concentrazione troppo alta avrebbe, come detto, il sopravvento sugli organismi autoctoni.

E’ necessario che un nuovo inserviente-padrone prenda il suo posto. Dal punto di vista dell’esperimento, la cosa migliore sarebbe che questo fosse uno di quelli che lo iniziarono, ma altrettanto bene andrebbe chiunque purché senza muffa, visto che il rigor mortis si manifesta proprio in presenza di queste muffe, impedendo l’apertura della mano che tiene il “modulo apposito”

… di gran lunga avrei preferito starmene seduto su un molo a perder tempo…

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Cara Dacia,

ho letto con attenzione il tuo post e cerco di risponderti con la massima franchezza e precisione che mi sono possibili.

Parliamo di FULK.

Prima di tutto tengo a precisare che in nessun modo quanto mi accingo ad esporre è un’accusa verso chi prese parte a quell’iniziativa per i fatti che vanno dalla chiusura di kilombo all’espulsione, fatti dei quali rivendico la responsabilità.

In secondo luogo, desidero far chiarezza su chi fu espulso da kilombo (ne sono certo avendo provveduto personalmente  il 4 Aprile 2009) :

- i quattro redattori di kilombo:  Spartacus Quirinus, Valerio Pieroni, Zinfarosa, Pietro_d

- la redazione di k.slow su facebook: Valerio Pieroni (fondatore),Giuseppe Tosques, Tina Galante,Claudio Francesconi, Dacia Valent

- Giuseppe Gallo (non ne ricordo il motivo)

Fatte queste dovute annotazioni, ecco il mio pensiero sul fulk.

La ragione che mi portò a ritenere necessaria una soluzione violenta fu la consapevolezza che ogni possibilità di dialogo si era esaurita. Da una parte l’idea che si potesse prendere k.slow e farne ciò che si voleva a prescindere da cosa aveva stabilito il collettivo, dall’altra quella che prima si riportava k.slow dentro k.org e poi si poteva discutere.

Queste due posizioni mi sembrarono inconciliabili, da qui la necessità di quell’intervento.

Lo rifarei?

NO

Ed è un no fermo. La ragione per la quale non lo rifarei è che ora ho visto come sono andate le cose: c’erano due fazioni in lotta già da tempo ma, sfortunatamente, questo l’ho realizzato solo dopo.

Inoltre, c’è stata una deriva del FULK che non sarebbe dovuta esserci, ed alludo al “gruppo fuori i fasci da kilombo” ed agli attacchi nei confronti di persone e di loro fatti personali invece che verso idee. Questo è inaccettabile da qualunque parte gli attacchi arrivino. Attaccare le persone invece che idee non può che portare alla rissa invece che al dibattito.

Ora siamo di nuovo al punto di partenza, le fazioni continuano ad affrontarsi cercando prevalentemente di delegittimarsi reciprocamente, il dibattito politico è sotto zero. Quindi il FULK non è servito a nulla se non a far vivere a kilombo un piccolo periodo di tranquillità fittizia determinata non dalla soluzione delle ragioni conflittuali bensì dall’aver estromesso una delle parti. Fatto questt’ultimo, assolutamente ingiusto e fuori da ogni legittimità essendo stato compiuto senza il pronunciamento del collettivo.

Mi chiedo cosa potrebbe risolvere questo stato di cose ora. Un altro FULK? Per l’amor del cielo, non ne parliamo nemmeno: dovremmo forse pensare ad un’altrenanza?  Un po’ un gruppo dentro e l’altro fuori e viceversa? Credo proprio di no.

La soluzione c’è. La soluzione sta nel dialogo, la soluzione è il dialogo. Dentro kilombo, si parla di kilombo, di politica. Fine. Gli scazzi personali si lasciano fuori.

Detto questo, c’è un problema contingente: sistemare kilombo. Per questo c’è una redazione, direi “sufficientemente” legittima. Questa redazione si deve fare carico della pulizia di tutti i fake, di tutti quelli che si sono iscritti a kilombo e non mettono un post da una vita. Manca solo una cosa a questa redazione, manca la responsabilità. In effetti conoscere con certezza chi sono i redattori in modo che possano rispondere del loro operato (carta d’identità, telefono o quant’altro) è una via opportuna e, probabilmente, necessaria.

Questa redazione deve affrontare anche le conseguenze del fulk, ovvero l’espulsione illegittimamente compiuta allora. Kilombo.slow su fb non esiste più, non ha più senso continuare a mantenere in esilio gli esiliati. Per quel che mi riguarda dovrebbero tutti essere reintegrati d’ufficio.

Kilombo ha bisogno di una nuova piattaforma, è vero. Che sia Drupal, una nuova versione di Joomla od un altro CMS è poco importante, il webmaster (altra “rogna” per la redazione) lo può decidere a sua comodità, quel che conta è che va rinnovato. E mettiamoci dentro pure i commenti, anche se questo tema non può che passare attraverso il voto del collettivo.

Poi c’è la carta di kilombo. Quella attuale è stata modificata anche attraverso i voti fasulli, quindi non rappresenta l’espressione del collettivo ma di un qualche furbo. Secondo me, la carta iniziale, quella originale, nella sua semplicità è sempre valida, molto più che quella attuale ricca di opportunità per i “cavillatori” di professione.

Che altro? Certo! Il padrone di kilombo. Allora, lo vogliamo processare una volta per tutti questo cazzo di jaco? Vogliamo togliergli definitivamente la possibilità di svegliarsi una mattina e chiudere tutto?

E veniamo alla parte dolente. Le mie origini istriane e la mia nascita genovese mi hanno geneticamente fornito di braccetto corto, quindi, per l’ammenda, posso impegnarmi per qualcosa di grande valore simbolico e moderato impatto economico: una “bire furlane”.

Con la speranza che ci possa essere un futiro di sano confronto politico all’interno di kilombo, mandi!

Paolo Jaco Giachin

Ho bloccato la possibilità di commentare. Fate baruffa dove volete, non qui.

Le elezioni per la redazione si sono concluse. Bene. Anzi no, malissimo.

Ho voluto dare un’occhiata ai voti e, sorpresa, sorpresa, da aprile (circa) ad oggi tutte le elezioni sono state taroccate. Come faccio a dirlo?

Statistica.Riepilogo come stanno le cose.

1.  Quando un utente vota viene registrato l’indirizzo IP dal quale ha votato.

2. La distribuzione degli indirizzi IP non può variare statisticamente nel tempo più di tanto visto che le quote di mercato dei vari operatori sono abbastanza stabili. Quindi, un’impennata di IP di un operatore marginale (come IOL) insospettisce. Mentre prima di aprile 2009 i voti con IP IOL erano uno o 2, successivamente sono diventati un’enormità anche più di 40in alcuni casi.

3. Per quel che riguarda le ultime elezioni della redazione, gli IP incriminati appartengono ad utenti che non postano in kilombo da un sacco di tempo, nessuno ha postato nel 2009, pochi nel 2008. Per questa stranezza, ho contattato tutti quelli che avevano votato usando quell’IP. Tutti quelli che hanno risposto hanno detto assolutamente no, tranne uno che però non riusciva ad accedere al suo account ed ha dovuto chiedere una nuova password.

Che vuol dire questo?

Che qualcuno ha modificato le password di utenti che non postavano da molto tempo in modo da poter utilizzare quegli account. Per farlo doveva avere accesso al pannello di amministrazione come administrator o come redattore (manager).

Di seguito potete trovare una tabella che riepiloga i la situazione dei voti tarocchi

Conclusioni?

Negli ultimi 8-10  mesi kilombo non è stato governato dal kollettivo, ma da una (o più di una) grandissima testa di cazzo (preferite chiamarlo troll?) che per qualche ragione ha alterato i risultati dei voti. Notate bene che questo, purtroppo, non è accaduto in conseguenza di un baco software, di una falla nella sicurezza di qualche funzione di joomla, ma per opera di una persona che ha approfittato della fiducia che gli era stata data dal collettivo.

A questo punto conta poco sapere che è costui, anche se  sono certo di avere a disposizione informazioni  alla sua individuazione,  conta decidere che fare di/per kilombo.

In ogni caso ho dovuto “sospendere” dal ruolo di redattore jean lafitte, poiché senza i voti anomali non sarebbe stato eletto. Vi prego che da parte mia non c’è nessuna volontà di accusare chi ha ottenuto voti tarocchi potendo egli stesso essere vittima del raggiro.

Questo è quanto, per ora.

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Il significato delle colonne è il seguente:

Votazione: Scopo del voto

Domanda: opzione votabile

Voti sporchi: voti grezzi, senza la pulizia degli IP

Voti puliti: voti che non sono stati fatti da IP IOL

Voti Fasulli: voti che vengono da IP IOL

Votazione Domanda Voti sporchi Voti puliti Voti fasulli
Sei favorevole o contrario al seguente emendamento… Si 3 3 0
Sei favorevole o contrario al seguente emendamento… No 1 1 0
Articolo 1 Si 31 10 21
Articolo 1 No 12 8 4
Articolo 2 Si 30 9 21
Articolo 2 No 14 10 4
Articolo 3 Si 31 10 21
Articolo 3 No 13 9 4
Articolo 4 Si 31 9 22
Articolo 4 No 13 10 3
Articolo 5 Si 36 11 25
Articolo 5 No 8 8 0
Articolo 6 Si 33 9 24
Articolo 6 No 11 10 1
Articolo 6 bis Si 36 11 25
Articolo 6 bis No 8 8 0
Articolo 7 bis Si 36 11 25
Articolo 7 bis No 8 8 0
Articolo 8 Si 35 12 23
Articolo 8 No 9 7 2
Articolo 9 Si 32 9 23
Articolo 9 No 12 10 2
Articolo 9 bis Si 34 9 25
Articolo 9 bis No 10 10 0
Articolo 10 Si 32 8 24
Articolo 10 No 12 11 1
Elezione Dei Componenti la Redazione Marzo 2009 Dario Ballini aka DARIO83: http://www.dariosblog.c… 18 18 0
Elezione Dei Componenti la Redazione Marzo 2009 BeppeCavallo http://pilloledicucina.splinder.com/ 3 3 0
Elezione Dei Componenti la Redazione Marzo 2009 Antonio Di Gilio aka adigilio2003: http://sinistra… 10 10 0
Elezione Dei Componenti la Redazione Marzo 2009 Valerio Pieroni: http://valeriopieroni.ilcannocchi… 26 6 20
Al fine di dare maggiore visibilità ai post dei Ki… SI 26 26 0
Al fine di dare maggiore visibilità ai post dei Ki… NO 50 6 44
Modifica Art.5 della carta di Kilombo: “… Non po… SI 27 27 0
Modifica Art.5 della carta di Kilombo: “… Non po… NO 49 5 44
Elezione Dei Componenti la Redazione Gennaio 2009 Anna Chiara Di Cagno http://www.kliggmagazine.com/ 4 4 0
Elezione Dei Componenti la Redazione Gennaio 2009 Korvo Rosso http://ilbastiankontrario.leftlab.com/ 20 20 0
Elezione Dei Componenti la Redazione Gennaio 2009 Mario Paravano http://pensareinprofondo.blogspot.c… 5 5 0
Elezione Dei Componenti la Redazione Gennaio 2009 Swampthing http://blog.terrorpilot.com/ 36 11 25
Elezione Dei Componenti la Redazione Gennaio 2009 Jean Lafitte http://nuovalibertalia.blogspot.com/ 19 3 16

6 Aprile – 22.00 – Kilombo liberato riprenda la sua attività!

riapertura

5 Aprile – 23.40 – La sentenza capitale è stata eseguita. I condannati sono stati giustiziati mediante espulsione. Una nuova alba è sorta su kilombo.

sentenza

4 Aprile – 22:45 – Il tribunale rivoluzionario del F.U.L.K. insorto, ha giudicato tutti gli imputati (aggiungendo anche Giuseppe Gallo) colpevoli per i capi d’accusa. La condanna alla pena capitale è stata stabilita anche in considerazione dell’assenza totale di segni di ravvedimento e della reiterazione del loro tradimento nella costituzione della repubblica sociale di k.slow su facebook.
L’esecuzione dei condannati mediante espulsione da kilombo sarà inflitta il giorno 6 Aprile alle ore 06.00

4 Aprile 9:15  – Il F.U.L.K. Aderisce alla manifetazione CGIL con una sua delegazione.

3 Aprile – 23:50 – Il tribunale rivoluzionario del F.U.L.K. insorto, ha ritenuto necessario avviare il processo per “tradimento dei valori fondanti di kilombo, utilizzo di kilombo per fini personali e favoreggiamento dell’iscrizione di fake blogger” i seguenti quattro membri della redazione di kilombo Spartacus Quirinus, Valerio Pieroni, Zinfarosa, Pietro_d, il sedicente comitato editoriale di kilombo slow su facebook composto da Valerio Pieroni (fondatore),Giuseppe Tosques, Tina Galante,Claudio Francesconi, Dacia Valent ed il fiancheggiatore weblogin.

3 APRILE – 21:30–  il F.U.L.K prende il controllo di kilombo ed inizia l’insurrezione rivoluzionaria

Il voto del collettivo sancisce definitivamente che il progetto originale di kilombo è morto. Sconfitto da un modo di pensare e di vivere la politica (ma non solo quella) ormai diffusi ed indotti dall’arrogante e presuntuosa invadenza del berlusconismo da una parte e dalla spasmodica e vigliacca ricerca del facile consenso del centrosinistra, dall’altra.

Kilombo ha un collettivo di 323 persone delle quali attive (hanno postato nell’ultimo mese) poco più di 200. Di queste un quarto hanno votato per le modifiche alla carta e per il rinnovo della redazione. Questa non è la conseguenza delle polemiche che ci son state, no questa è la rappresentazione del collettivo. Dove la stragrande maggioranza se ne strafrega del bene comune (kilombo) utilizzandolo esclusivamente per lo scopo più immediato e personale: la vetrina.

Non che sia negativo dare uno spazio alle idee di ognuno, mantenere uno strumento attraverso il quale ognuno può aumentare le visite sul proprio blog diffondendo il proprio pensiero, ma è incompleto. Che un bimbo cammini a gattoni o si esprima con un linguaggio elementare, è assolutamente normale, ma che rimanga in questo stato dopo anni è patologico. Così è per kilombo. Fotocopia scalata di un centrosinistra idiota (platonicamente parlando) che continua a stupirsi delle vittorie degli avversari, incapace di essere laico fino in fondo, incapace di costruire una proposta, un’alternativa politica originale ed indipendente da quella dell’avversario.

Ero sinceramente convinto (e con me lo era, ne sono certo, chi mi ha sostenuto) di poter smuovere kilombo dal suo vegetare, ma mi son sbagliato. Kilombo non vegeta, kilombo è semplicemente questo. Un insieme di persone (per non dire un’accozzaglia) nel quale solo una piccola, minoritaria, parte vorrebbe un kilombo diverso, non un megafono ma qualcosa di più. Un qualcosa di più che sia figlio di un progetto democratico. Questa parte esce sconfitta, non nei numeri del voto, a ben guardare l’idea rappresentata dai Pieroni a raccolto una quantità minore di voti, ma nei numeri della partecipazione. Pensare che un Pieroni restasse fuori dalla redazione non era nelle aspettative, dato il suo (e dei suoi confratelli) radicamento nella redazione, l’accesso agli strumenti di comunicazione (basti guardare alle ultime mail redazionali) e la capacità demagogica, ma ero fermamente convinto in un coinvolgimento più diffuso del collettivo.

Probabilmente aveva, ed ha, ragione, chi mi invitava ad agire in modo più fermo e determinato. A cacciare da kilombo chi se ne è appropriato illegittimamente come nel caso di kilombo.slow e che poi, con demagogia, propaganda ed il supporto di adepti scafati e esperti nel far questo tipo di politica, con un provvedimento “ad personam” in chiaro stile berlusconiano, ha messo a tacere quest’ipotesi. Si forse avevate ragione, anzi, senza forse. Purtroppo sono sempre convinto che la democrazia vada applicata fin quando è possibile. Ed ora è ancora possibile, esiste un collettivo amorfo, comatoso, ma esiste. E si esprime col suo silenzio. Bene, se questo è il verdetto, e lo è, non resta che prenderne atto.

Faccio gli auguri ai due redattori eletti con pieroni, ne hanno un gran bisogno visti i compagni di viaggio: pseudodemovcratici o, meglio, telecomandati sedicenti democratici, che nemmeno conoscono il significato di democrazia. E che, questo va loro riconosciuto, sono abili nello strumentalizzare l’indifferente massa che rappresenta il collettivo di kilombo oggi. Un collettivo che proprio da loro è stato ridotto alla metà di quello che era, avendo anche perso molte delle menti pensanti e che avrebbero potuto contribuire al cambiare kilombo. Hanno saputo isolare chi li criticava, inventandosi strumenti che poi hanno definito legittimi e democratici, per zittirli, per farli tacere. Per me questo è e resta fascismo.

Con questo voto, o meglio con questo non voto si è stabilito, anzi, ribadito un principio: purché io possa continuare ad usare la vetrina, questa può essere gestita da chiunque. E se la vetrina dovesse rompersi, pazienza, ce ne sono altre. E ci saranno sempre altre. E che questo sia il pensiero comune, lo dimostrano i commenti che si son visti nei blog, compreso nel mio, quando si è battagliato proprio contro questo modo di concepire kilombo nei quali si legge l’accusa che il tentativo di tenere fuori i fascisti da kilombo (giusto per chiamre in qualche modo queste polemmiche) ha l’unico scopo di aumentare le visite.

Queste accuse, anonime, peraltro, dimostrano proprio che chi vuol tenere in piedi questo kilombo ha esclusivamente questo scopo e che pur di vedersi legittimato da un contatore che scorre come quello dei consumi dell’acqua causati da un tubo rotto, è disposto a dire, sostenere e fare qualunque cosa. Compreso mistificare la realtà. Questo comportamento vi ricorda qualcuno? A me viene in mente berlusconi. Lui e la sua cultura fascista.

A me, comunista, questo sta grandemente sul cazzo, non dialetticamente ma fisicamente e mi sento, conseguentemente, nel dovere di combattere, e possibilmente distruggere questa cultura. Sfortunatamente (per me) continuo a restare democratico e invece di procedere a purgare kilombo, prendo atto di questa volontà.

Sono stanco, però, di supportare (e sopportare) qusto modo di essere di kilombo che, evidentemente, non è più di sinistra, cazzo di sinistra doveva essere!!!, ma che tollera, peraltro con manifesto fastidio, la presenza al suo interno della sinistra, tanto da procedere a modificare la carta in modo che questa sinistra sia ben limitata dai comunisti in poi.

Per questo penso sia giunto il momento di trovare nuovi percorsi di lotta, di alternativa a questo modo miope di sviluppare il dibattito politico dentro kilombo e dentro la sinistra.

Per un kilombo di sinistra, SINISTRA!